Valdobbiadene

ita Posta ai piedi delle Prealpi Trevigiane in un’ampia vallata ancora ricca di verde, delimitata a Ovest dal fiume Piave, Valdobbiadene è uno dei più importanti centri vitivinicoli del Veneto. Considerata la Capitale dello Spumante Italiano ospita l’annuale Mostra Nazionale presso la splendida Villa dei Cedri. Molto belle da vedere sono le colline della zona del Prosecco e del Cartizze di Prosecco che percorrono i luoghi di maggior vocazione vitivinicola. La chiesa più nota è il Duomo che ospita importanti opere d’arte, da visitare sono inoltre la splendida Villa Dei Cedri, il Tempio Internazionale del Donatore di Sangue e la Chiesa di San Gregorio. Interessante il centro montano di Pianezze ed il Massiccio del Cesen mete di passeggiate ed escursioni turistiche. Parco Naturalistico del Piave a Bigolino. Paese natale di illustri personaggi: S. Venanzio Fortunato vescovo di Poitiers, Papa Benedetto XI, Giovanni Follador, Renato Arrigoni, l’abate Fabbro e Ugo Angelo Canello.

ing Valdobbiadene is one of the most important wine-growing and producing centres in the Veneto Region and it’s located in a wide, so far green, valley at the foot of the Prealpi Trevigiane, bound, on the West, by the River Piave. It is widely recognized as the capital city of the Italian Spumante wine, and every year a National Spumante Exhibition is held at the beautiful Villa dei Cedri. The hills covered with Prosecco and Cartizze di Prosecco vines offer a magnificent vista on wine producing areas. In the well- known Cathedral several valuable art works are on display, but the charming Villa dei Cedri, the International Temple of Blood Donors, and St. Gregory Church, are also worth a visit. The mountain area called Pianezze and the Cesen Massif, are popular destinations, mainly for walking tours and tours and touristic excursions. In Bigolino, the National Park of the River Piave can be visited. Several famous figures, like St. Venanzio Fortunato, Bishop of Pointiers, Pope Benedetto IX, Giovanni Follador, Renato Arrigoni, Abbot Fabbro and Ugo Angelo Canello were born here.

ted Valdobbiadene befindet sich am Fuße der Voralpen der Provinz Treviso in einem breiten, grünen Tal. Der Ort, eines der wichtigsten Zentren des Weinbaus, ist im Westen vom Fluß Piave abgegrenzt. Valdobbiadene ist die Hauptstadt des italienischen Sekt und in der strahlenden Villa dei Cedri findet jedes Jahr im September die Nationalmesse des Sekts statt. Ein interessantes Besuchsziel sind die Weingärten der Hügeln des Prosecco und des Cartizze di Prosecco. Die bekannteste Kirche ist der Dom, in dem wichtige Kunstwerke enthalten sind. Verpassen Sie nicht die Besichtigung der eindrucksvollen Villa Dei Cedri. Bewundern Sie auch den internationalen Tempel des Blutspenders und die Kirche des Hl. Gregorius. Für Wanderungen und Ausflüge ist das Bergzentrum Pianezze und den Cesenberg ideal. Naturfreunde sollte einen Tag dem Besuch des Parks des Flußes Piave in Bigolino widmen. Die Ortschaft ist der Geburtsort von bekannten Persönlichkeiten: Hl. Venanzio Fortunato Bischof von Poitiers, Papst Benedetto XI, Giovanni Follador, Renato Arrigoni, Abt Fabbro und Ugo Angelo Canello.

Luoghi d’interesse:

Chiesa Parrocchiale di Valdobbiadene

Periodo:
Eretta nel XIV sec., rifatta ed ampliata in varie fasi tra il ‘600 e il ‘800

Descrizione:
Dedicata a Santa Maria Assunta. L’aspetto attuale della Chiesa ha cancellato la memoria delle edificazioni antiche, romaniche e poi quattrocentesche, per presentarsi nella sua veste ottocentesca: un elegante edificio neoclassico eretto fra il 1798 e il 1816, preceduto da un pronao dorico con imponenti colonne realizzato tra il 1825 e il 1830. Al pieno settecento è datato il maestoso campanile. L’arcipretale racchiude numerosi tesori d’arte: grande vasca battesimale monolitica che reca la data 1422, moderno dipinto raffigurante S. Vennazio Fortunato opera di Ubaldo Oppi (1899-1946); il dipinto di Agostino Ridolfi (Belluno 1646-1727) “Gesù fra i dottori”: Rilevante complesso di opere cinquecentesche: Pala dell’Abside di Francesco Beccaruzzi (Conegliano 1492-1530) “Assunzione della Vergine”, di Paris Bordon (Treviso 1500-1571) sono invece la Pala della Madonna del Carmine fra i Santi Rocco e Sebastiano e i Volti di San Gioacchino e Sant’Anna, prezioso ciborio dell’altare dell’Immacolata ricco di straordinari bronzetti. Nel primo altare dipinto di Palma il Giovane (Venezia 1548-1628) con San Giovanni Battisti tra San Girolamo e Sant’Antonio Abate.

La storia:
La Pieve di Santa Maria a Valdobbiadene è storicamente documentata dal 1155, anche se indubbia è l’esistenza in tempi ancora più antichi di un’importante centro religioso in questo territorio, noto alla cristianità per aver dato nel sesto secolo i natali a San Venanzio Fortunato. L’arcipretale ha subito pesanti distruzioni e digradazioni durante la Grande Guerra quando Valdobbiadene divenne sede del Comando Austro-Ungarico, durante i furiosi bombardamenti dell’autunno del 1917.

Santuario della Madonna del Caravaggio a San Vito

Periodo:
Risale al 1826, in gran parte restaurata dopo il primo conflitto mondiale (anni 20).

Descrizione:
L’edificio in località San Vito, si presenta a pianta centrale con alta cupola, conserva l’immagine miracolosa della Vergine e in una cappellina una raccolta di ex -voto. L’atrio e la facciata ricca di stucchi e decorazioni andarono perduti con i bombardamenti della prima guerra mondiale.

Chiesa di San Michele Arcangelo di Bigolino

Periodo:
Chiesa parrocchiale di origini molto antiche, l’attuale struttura risali ai primi decenni del ‘900

Descrizione:
Nell’ampia piazza centrale della cittadina spicca la facciata timpanata e la sobria aula di gusto neo classico dell’edificio. L’interno conserva arredi di inizio ‘900.

La storia:
La prima attestazione risale al 1297. Subì numerosi adattamenti nel corso dei secoli e restauri dopo il primo conflitto mondiale.

Note:
In località San Giovanni si trovano le fornai di San Giovanni che producevano laterizi sfruttando lo stesso deposito di argilla nel quale a Colbertaldo, vennero rinvenuti i resti di un mammut e di due cranei di Megacero e un gigantesco Cervoide. Oratorio di San Giovanni Battista, l’antica struttura risale al 1571, oggi visibile solo il rifacimento ottocentesco dell’edificio e le successive modifiche conseguenti alla prima guerra mondiale.Particolare curioso è il campanile con pochissimi metri d’alzata.

Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietro di Barbozza

Periodo:
Fondata nel 1636 ricostruita nel 1831 e nel 1946.

Descrizione:
Le piccole cappelle laterali dell’unica navata sono arricchite da eleganti altari in pietra completati da recenti statue lignee di produzione gardenese, mentre nella prima cappella a sinistra e in controfacciata si notino due minuziose palette seicentesche. Il sontuoso altare maggiore e il bel ciborio sono datati al XVIII secolo e rispondo appieno all’intento decorativo e scenografico del tardo barocco; vi è collocata una tela del pittore solighese Paolo De Lorenzi (Soligo 1733-1806).

La storia:
Già menzionata nel 1488 ha subito nel corso dei secoli più restauri e sistemazioni che ne hanno mutato l’antico aspetto originario. Una lapide ricorda le date di fondazione e ricostruzione. Le iscrizioni poste sul frontale e sul protiro indicano che essa venne eretta per essere sia luogo di culto sia monumento ai caduti, secondo un uso assai diffuso nel secondo dopoguerra.

Note:
In una facciata di una casa che da sulla piazza di San Pietro di B. curiosa epigrafe che testimonia quanto fosse invisa nella popolazione la dominazione napoleonica, l’epigrafe riecita così: “Giusto alora che i francesi comandavano in stì paesi e i bateva el so tamburo xe sta fato stò muro, quando un saco de formento se pagava lire cento e valeva un bel da trenta do lirete de polenta”.

Piazza Marconi

Periodo:
XIX secolo.

Descrizione:
Piazza Maggiore oggi Piazza Marconi, punto di riferimento della collettività come sede delle attività economiche. Commerciali e politico-amministrative. Dal punto di vista architettonico poco rimane degli edifici che caratterizzarono nel passato questa piazza.

La storia:
perse il suo aspetto rurale agli inizi del XIX sec. ad opera delle famiglie nobili e benestanti che la dotarono di palazzi pubblici e di dimore signorili di prestigio. Durante la prima guerra mondiale le artiglierie italiane posizionate sul Grappa e sul Montello ne rasero al suolo la gran parte degli edifici e della struttura originaria.

Note:
Durante una serie di scavi effettuati nel 1883 un certo Venanzio Vanzin scoprì una sorgente d’acqua che si rivelò potabile e particolare per le sue caratteristiche organolettiche: si trattava infatti di una vena d’acqua minerale ferro-manganica-solforosa. Alcuni mesi dopo la scoperta la fonte venne chiamata Regina Margherita in omaggio alla Sovrana d’Italia. Scomparsa la vena d’acqua a seguito dei bombardamenti della prima guerra mondiale oggi rimane la fontana rinonimata Statua Endimione.

L'Ospedale Guicciardini

Periodo:
L’edificio risale al 1259.

Descrizione:
Grande edificio centrale completato in epoca successiva da strutture annesse. Le devastazione della Prima Guerra Mondiale non risparmiarono nemmeno le strutture di questo luogo di cura.

La storia:
Il primo edificio sorse in località Ron, secondo le indicazioni dell’Ospitale di Ognissanti di Treviso. Il rispetto delle volontà testamentarie del donatore suscitò sin dall’inizio controversie sull’utilizzo delle rendite e sui destinatari del beneficio che dovevano essere “poveri e bisognosi”. Per superare queste dispute il beneficio passò in commenda e nel 1600 si giunse infine alla stesura di uno statuto organico frutto del compromesso tra gli interessi del “ville” che facevano capo all’ospedale e la Serenissima. La differenziazione tra opere di carità e assistenza ai malati veri e propri inizia nell’800, in seguito alla proteste della popolazione che chiedeva a questa struttura l’aiuto per far fronte a malattie gravi quali: pellagra, vaiolo, scorbuto, pazzia, epilessia, isteria, tubercolosi, anemia e febbri enteriche. Nel 1859 la struttura ebbe la qualifica di “Ospitale pubblico” venendo amministrata dalla congregazione di carità di Valdobbiadene. La piena autonomia amministrativa verrà concessa con Regio Decreto soltanto nel 1879. Oggi sede di poliambulatori e casa di riposo.

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